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Anno di grazia 1317, ecco com’era Merano

Oggi al Palais Mamming Museum cerimonia di inaugurazione della grande mostra che racconta la città nel Medio Evo

In occasione del Giubileo dei 700 anni del primo Ordinamento civico di Merano il Palais Mamming Museum celebra l’ antico capoluogo tirolese con un’ esposizione particolare.

L’ inaugurazione della mostra “1317 - Merano nel Medioevo” si terrà questa sera, 13 luglio alle ore 19 presso il Palais Mamming Museum, piazza Duomo 6, a Merano.

La mostra, curata da Julia Hörmann-Thurn und Taxis, si propone di evidenziare l’ importanza del Medioevo meranese, con un focus specifico sull’ Ordinamento civico datato 11 giugno 1317. Il reperto, custodito presso l’ Archivio Storico di Merano, rappresenta una tappa significativa della storia della città. Fu Enrico di Tirolo e Carinzia a dotare Merano del suo primo Ordinamento civico, rafforzando così lo status giuridico della città. Nel 2017 ricorrono 700 anni da tale avvenimento. Il XIV secolo si rivelò per Merano un periodo assai fiorente: i commerci prosperarono e sorsero importanti istituzioni ecclesiastiche, soprattutto la vicinanza alla residenza principesca di Castel Tirolo fece assumere alla città un ruolo politico centrale. Partendo dagli elementi caratterizzanti della città di allora, la mostra indaga aspetti specifici come i mercati, la forma di governo, le mura cittadine e i quartieri, la zecca e il banco di prestito, il fuoco e l’acqua visti al contempo come benedizione ma anche come pericolo. Viene infine data voce ad alcuni meranesi dell'epoca.

Il percorso di visita allestito al Palais Mamming Museum presenta nove temi di grande rilievo per la vita del tempo. Stele di altezza pari a 3 metri invitano all'approfondimento. Scritte nere su sfondo giallo, realizzate con l'obiettivo di dialogare con il visitatore in maniera chiara e intuitiva, forniscono informazioni puntuali sulla Merano medievale. La centralità economica dovuta alla posizione geografica, per esempio, con l'ottenimento da parte del principe territoriale del diritto esclusivo di ospitalità. Merano poteva accogliere e alloggiare gli stranieri, a tutto svantaggio delle località immediatamente circostanti. Le norme antincendio del 1351/52 che affidano ad alcuni cittadini il compito di ispezionare camini e focolari lungo i due lati dei Portici, o ancora le mura, la cui manutenzione era a carico della cittadinanza.

Una interessante collezione di reperti e altri oggetti di vita quotidiana arricchisce il percorso di scoperta: secchi antincendio in iuta del XVIII secolo, un'ascia antincendio in ferro e legno, la cartina del Tirolo storico che mostra i territori della Contea del Tirolo e dei Principati vescovili di Bressanone e Trento, un baule da viaggio del 1500 circa, dipinti, incisioni, disegni, documenti e manoscritti originali e molto altro ancora.

Cinque sagome ad altezza naturale, ricche di curiose citazioni, raccontano la vita di allora. Vi è il fabbro e guardiafuoco Thomas che destina all'ospedale tre fiorini all'anno affinché si prenda cura di lui durante la vecchiaia e tre botti di vino al parroco in cambio di preghiere. La cittadina Margarete Minigin, proprietaria di una casa nei Portici superiori, si lamenta per le tasse esose; il Burgravio e giudice civico Petermann von Schenna è alle prese col problema dei frequenti incendi. Completano il gruppo il piccolo Jacob di 8 anni e Martha, moglie di un lavoratore al forno del pane.

Passato e presente della città si incrociano nella sala espositiva del Palais Mamming Museum. Una fotografia aerea della Merano odierna, di grandi dimensioni, illustra le connessioni tra l'architettura dell'epoca e quella attuale. Cosa rimane di quel lontano 1317? Cosa è cambiato? L'anima medievale di Merano, ancora oggi visibile in alcuni elementi architettonici tipici della città, diviene così un tema narrativo su cui riflettere. Il dialogo con il territorio, valore fondante del Palais Mamming Museum, prosegue attraverso questa mostra che invita cittadini e ospiti a scoprire e riscoprire aspetti medievali della città. Il Museo Civico pone al centro il visitatore, presentandosi come uno spazio di riferimento aperto e accogliente. Qui, chi proviene da altre località può impreziosire il proprio momento di visita con un'offerta culturale di pregio e gli stessi meranesi hanno l'occasione di rivitalizzare il dialogo con la propria città entrando in contatto con aspetti sempre nuovi. Per informazioni basta consultare il sito del Palais Mamming Museum al seguente indirizzo http://www.palaismamming.it

Dal 2015 il Palais Mamming Museum – che presenta le collezioni del Museo Civico di Merano – è ospitato nella nuova sede di piazza Duomo, in un palazzo seicentesco recentemente ristrutturato. La collezione permanente offre una panoramica sull’evoluzione storica della città. Il percorso, a sviluppo circolare, ha inizio dalla preistoria e tocca tutti gli ambiti sociali e artistici, sino all’arte contemporanea. Sono in molti gli altoatesini che non l’hanno ancora visitato ed è un peccato. Tra il resto, arricchiscono le collezioni, donando loro un fascino peculiare, alcuni pezzi esotici e curiosi, fra cui una mummia egizia, la collezione d’armi sudanesi dell’avventuriero Slatin Pascha, un prototipo di macchina da scrivere ideato da Peter Mitterhofer e una maschera funebre di Napoleone.

Pubblicato su Alto Adige